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sabato 29 settembre 2012

ESTATE 2012

Anche quest'anno è arrivato il momento di bilanci ed elenchi. Se rileggo il post sull'estate precedente, sento che veramente è passato tanto tempo e che in parte non sono più la stessa.
L'estate è stata la conclusione di un inverno e una primavera decisamente movimentati: sempre in giro, sempre con la valigia pronta, nuove amicizie, tante conoscenze, parecchio divertimento, qualche momento di sofferenza, tante paure. Ma sempre cercando di non perdere l'equilibrio. E qui dico grazie a chi mi ha educata ad avere tante consapevolezze.
Via procediamo con l'elenco.

- questa è stata l'estate di Stella e dei suoi stupendi saluti, pieni di tanta felicità. Stella sei unica!

- l'estate delle mie prime vacanze al Giglio. E qui permettetemi di ringraziare ancora Fra, il Comandante, Laura e quella grande isola che mi ha regalato tanto divertimento.

- l'estate di "Isola del Giglio batte Claudi 1 a  0". Ma tutti sappiamo che soldatino Claudi saprà rifarsi.

- l'estate del Cynarone.

- l'estate dei trent'anni di Ago, festeggiati degnamente. Spero sia stato felice di tutta la partecipazione dei suoi amici. Insomma una bella festa, era quello che volevo per lui.


- l'estate in cui ho iniziato a rivedere Lost. Si proprio dall'inizio. Grandi emozioni. E qui vorrei citare uno che di Lost se ne intende parecchio, un giornalista che ha saputo andare oltre la serie, oltre il particolare per vedere l'universale. Sto parlando naturalmente di Aldo Grasso, grande supporter dell'Isola, che ha scritto un articolo uscito a luglio sul Corriere della Sera. Riporto il passo che mi piace da impazzire: Come dice Jack Shepard, il tormentato leader dei naufraghi di Lost, nella quinta parte della prima stagione: Sono già sei giorni, e aspettiamo ancora. "Aspettiamo che qualcuno venga. Ma se non venissero? Basta aspettare: ora dobbiamo cominciare ad affrontare la situazione (..). Una settimana fa eravamo estranei. Ma siamo tutti qui ora, e Dio solo sa per quanto ancora. Ma se non riusciamo a vivere insieme, moriremo da soli." Gli uomini restano irrimediabilmente distanti finchè, in qualche modo, non si consumano le loro differenze; spesso è il dolore a riunire i diversi orizzonti della nostra comune, mascherata miseria.

- l'estate delle mancanze. Inutile nasconderle. Quando si avvertono queste mancanze, scaturite da motivazioni differenti, rappresentano pesi da sostenere che hanno portato i medesimi risultati: è mancato lo sguardo, la complicità, la risata, lo sfogo, la consuetudine, le telefonate di prima mattina. Quindi si, mi siete mancate. E questo penso che basti.

- ma questa è stata anche l'estate di via Maggio, del Ponte Santa Trinita, di Ipaaaaad, di "Ilaria ma lo vedi come è bello il tetto del palazzo di Ferragamo su questo cielo limpido?" Bene, in questa specie di universo parallelo ho ricevuto una marea di insegnamenti. Sono felice di essermi imbattuta con entusiasmo in quello che per certi aspetti ha cambiato completamente il mio modo di vedere e vivere la vita. Quindi GRAZIE.

- l'estate in cui sono tornata bionda.

- l'estate di Giulio, il sedicenne a cui ho fatto ripetizioni di italiano. I dialoghi con lui, le sue battute, le sue domande sono state fonte di grande stimolo  per me. E poi la commedia, la tragedia, il romanzo storico, quello psicologico sono stati argomenti grazie ai quali si è instaurata una comunicazione che mi ha fatto rivedere tanti aspetti che avevo dimenticato. Quindi grazie anche a te, Giulio. So che sei una ragazzo con una bellissima cifra, quella potenza che tanti altri un giorno ti invidieranno e che io ho avuto il piacere di scorgere tra il teatro elisabettiano e i Promessi Sposi.

- l'estate in cui è nato Alessandro! Elena ti voglio bene.

- l'estate delle olimpiadi di Londra e delle cene consumate davanti alle gare di tuffi. Beh in quest'occasione non posso non pubblicare questo video. Gli americani sono proprio fatti di un'altra pasta. Guardare per credere...poi adoro questa canzone!

- l'estate in cui ho scoperto dell'esistenza dei Cinque Tibetani. E non sono i protagonisti di un film porno come qualcuno ha insinuato.

- l'estate delle alleanze. Quando se ne stabilisce una non ragioniamo più secondo solo i nostri interessi ma formiamo una squadra. Io confido molto nell'alleanza che si è trasformata in condivisione e amicizia e che è stata di supporto nei momenti più strambi (si strambi, non voglio usare altri termini). Perchè lo spirito di solidarietà è tutto quando sai di poter contare su una persona. E io ci sono.

- l'estate in cui mi sono emozionata ascoltando Cosimo cantare una canzone di Adele. Seduto sul sedile posteriore della macchina, sguardo pensieroso e rivolto verso il cielo, impegno, cuore, sentimento, voce. La canzone? Don't you remember. Il ritornello cantato da lui è veramente da brividi.
E da qui mi sono innamorata di questa cantante, le cui note sono state la colonna sonora dei miei viaggi in treno, delle mie camminate in via Tornabuoni, della strada per arrivare al Refugio, dei miei momenti di solitudine. Su questo non vado oltre perchè molto personale.

- l'estate in cui mi si è insinuato il dubbio che qualcuno possa aver commesso una violazione. E questo sarebbe un fatto gravissimo.

- l'estate dove ho assistito da spettatrice curiosa al desiderio di cambiamento, alla voglia di voltare pagina.

- l'estate di: "le relazioni posso avere mille sfaccettature", di: "viviamoci questa vita!" e di: "vediamoci!"

- l'estate della Vogue Fashion Night a Firenze e in quella notte ho capito che voglio una casa come i camerini del negozio di Ferragamo. Ah si mi sono pure innamorata di una DJ pazzesca..

- L'estate in cui Silvia è partita per Monaco e quindi ho scaricato Skype per lei. Silvia mi manchi ma l'ho già scritto. Ma lo sai già.

Insomma eccomi, è arrivato settembre. La confusione, le corse, le parole non dette, quelle scritte, i gesti che si compiono, i sorrisi, gli abbracci, le sigarette fumate, i pisolini pomeridiani, le infinite discussioni, gli incoraggiamenti, la voglia di condivisione, i pranzi, le cene. Porto tutto con me. 
Vi assicuro che custodisco gelosamente ogni momento di felicità. 
Mi piace concludere citando un paragrafo dal libro Sostiene Pereira che ho letto qualche sera fa:
"...quello che viene chiamata la norma, o il nostro essere, o la normalità, è solo il risultato, non una premessa, e dipende dal controllo di un io egemone che si è imposto nella confederazione delle nostre anime; nel caso sorga un altro io, più forte e più potente, codesto io spodesta l'io egemone e ne prende il posto, passando a dirigere la corte delle anime, meglio la confederazione, e la preminenza si mantiene fino a quando non viene spodestato a sua volta  da un altro io egemone, per un attacco diretto o per una paziente erosione.."
Credo che il mio vecchio io egemone sia stato spodestato da diverso tempo. 
I cambiamenti a volte possono dare un nuovo senso alla tua vita, l'importante è saperli vivere. 
Per tutto il resto c'è l'oracolo.




venerdì 4 novembre 2011

Dialogo

Esistono alcune forme di dialogo veramente illuminanti.

A: Ma il tuo blog?

B: Per il blog non ho niente da scrivere.
Quindi non scrivo.

A: Crisi dello scrittore..non sarà prestino?

B: No è che a Capalbio ho lavorato tutti i giorni..
spunti, idee ma non ho del materiale
e quindi aspetto che succeda qualcosa 
poi scrivo

A: Potresti scrivere un pezzo sulla collezione fine estate-autunno delle senesi

B: O di come si vestono i senesi ai matrimoni... [N. d. A. l'interlecutore A aveva partecipato ad un matrimonio di recente e l'interlocutore B aveva visionato le foto]

A: E dai..io non faccio testo

B: Comunuqe ieri sera ho fatto il risotto con i funghi.
Con i funghi secchi. Prima volta.

A: Raccontami

B: Cipolle e funghi
poi un bicchere di vino
poi brodo per far cuocere il riso
poi prezzemolo alla fine

A: Brodo come??

B: Brodo...
brodo di una mia mano...

A: Di dado? Di carne? Sedano, carote e cipolle?

B: Che brodo vuoi che sia...biologico..
di verdure, si.

A: Dado eh...

B: si, chiaramente.

A: Ah ah ah ah ah

B: Che pensavi...
che lessavo un pollo e
poi usavo il brodo?
Su via
non sopravvalutarmi..

A: Almeno sedano, carote e cipolle però...

B: Non c'erano nella ricetta.
Su, su accontentati.
Solo mezza cipolla.

A: Per fare il brodo dicevo...comunque brava!!! 
Ago sarà contento..

B: Si, era contento.
Ma non so se faceva finta...
Boh.

**Qualsiasi riferimento a fatti o persone realemente esistenti non è puramente casuale.


giovedì 3 novembre 2011

L'eremo

Mi ci vogliono due giorni di eremo per riprendermi da Capalbio.
Ma perchè è così stancante? Vengo da tre settimane di semi-solitudine (bella, B E L L I S S I M A) e  per chi non lo capisce non me ne frega niente. Rientrare nel sistema sociale mi è costata fatica. 
Ho avuto la strana percezione che alcuni fossero un po' fuori di testa.  Strani, agitati, urlatori, pasticcioni, illogici.
Sarò io che non vedo più il mondo come una volta? O forse inizio seriamente a respingere le relazioni sociali? Però a chi ho raccontato questa sensazione mi ha dato ragione. Ho sentito frasi, visto atteggiamenti, ascoltato racconti che, se ci ripenso, mi stranisco.
Poi Gustatus, il raffreddore, l'archivio, la festa dei Mandrioli, la mi' mamma, le notizie tristi, le notizie malinconiche, l'incoerenza di alcune scelte. No via, torno nell'eremo. Non voglio noie.
Per fortuna c'erano le mie amiche che, specialmente martedì hanno contribuito alla creazione di quel mood che forse un pochino manca a Siena. Ma che mi ricarica per diversi giorni. Quindi grazie Silvia e Marta. I legami non si costruiscono solo con aperitivi, cene, uscite. Sono legami e basta.  Almeno per me (cit. Baustelle). E poi parliamo di decenni di partecipazioni e condivisioni [e via non continuo....] che sono sempre nell'aria quando siamo insieme.
E per fortuna ci sono i miei gatti a cui giuro amore eterno. Anche al cane che ormai mi vuole bene come se fossi io la sua padrona. Ah che soddisfazioni!!
E per fortuna ci sono quelle belle conoscenze, perle preziose in questo mare di niente, con cui posso parlare liberamente e confrontarmi su tutto. Alcune devo dire che sono sempre fonte di ispirazione e creatività.
Infatti ho pensato spesso in queste ultime ore a quella domanda: "Ma hai un piano?" No!! Cavolo io non ho un piano. Quindi ho messo questo obiettivo tra i miei prossimi impegni.  Devo farmi un piano. Anzi, grazie a chi mi ha fatto la domanda. Vedi a volte uscire dall'eremo serve.
Però insomma sono stanca. Oggi ho avuto bisogno di un pomeriggio di silenzio, di fare ordine, di starmene a casa mia. 
Anzi, visto che mi sto riprendendo, domani replico. 
La vera libertà è stare bene soli.



sabato 10 settembre 2011

Anniversaire d'Augustin

Oggi è compleanno di Agostino.
Decide di festeggiarlo con una giornata di mare all'Ansedonia. Io che sono estremamente legata alle mie abitudini campanilistiche accetto di fare questa gita ma non sono particolarmente entusiasta anche perchè il programma prevede l'affitto di una bici per entrare dentro la pineta della Feniglia. Prima di partire per questa scapagnata ho i miei doveri casalinghi visto che i miei genitori sono in Sardegna e la figlia deve oocuparsi degli animali di casa. Insomma dopo essere andati alla poste e in banca, dopo aver fatto fare un giro ad Alfons, aver governato i gatti fuori e dentro casa, dopo aver preparato i panini (Ago) e infilato nello zaino tutto l'armamentario siamo partiti. Io ero ancora scettica sulla scelta della spiaggia ma comunque andiamo a questa Feniglia. Mentre siamo per la strada ci accorgiamo che non abbiamo preso l'ombrellone (prima grave dimenticanza) quindi ritorniamo indietro. Ago va in magazzino per cercare l'ombrellone mentre io dalla macchina gli urlo: "Ago stai attento a non lasciarci dentro Giada!!! Ago chiudi bene la porta!!!" Insomma si riparte...
Arrivati alla Feniglia di Ansedonia parcheggiamo e ci dirigiamo dove affittano le bici (io sempre mooolto scettica). Mentre il tipo ci prepara le bici, gli chiedo quale giro fare per andare in spiaggia e lui con accento da orbetellano doc mi dice "E te sei venuta a prende le biciclette e non sai manco dove andà?" "no, non lo so.." "allora entri dentro il parco forestale, c'è un varco ogni chilometro per l'accesso al mare ma già dal terzo varco la spiaggia è deserta...tanto ci sono solo pini lungo lo stradello e una volta che lo avete visto uno li avete visti tutti..." (come dire non è che ci sia molto da osservare!!)
Partiamo con le bici e il mio scetticismo inizia a diminuire.
La passeggiata è bellissima: troviamo il quartier generale della Forestale (che sembra disabitato), alcuni archelogi che scavano intorno ad una buca  e poi, effettivamente, tantissimi pini che fanno ombra lungo tutta la strada. Arrivati al secondo varco decidiamo di lasciare le bici e andare in spiaggia. Ci facciamo una camminata a piedi lungo le dune e infine vediamo il mare e lì lo scetticismo scompare completamente.
Perchè?
Guardate le foto qui sotto


Appena lasciato tutto il nostro bagaglio spiaggesco l'entusiasmo ha rubato il posto allo scetticismo. Perchè?
Guardate qui sotto


  





La spiaggia è effettivamente deserta, l'acqua è splendida e si respira un grande senso di tranquillità (o almeno è quello che ho respirato io). Forse questo è stato il mio primo vero giorno di riposo. Convinta di aver portato tutto il mio personale nécessaire pour la mer (non vi dico cosa include, chi mi conosce sa), una volta aperto lo zaino mi accorgo che  le mie preziosissime creme protezione 30 sono rimaste a casa. Cacchio. Poi però mi sono detta: via è il sole di settembre, ormai sono un pochino abbronzata, poi c'è l'ombrellone, mica mi scotterò...e invece...
Comunque a parte il particolare delle creme siamo stati benissimo: abbiamo fatto un lungo bagno, abbiamo mangiato, Ago si è fatto una passeggiata, io ho letto indisturbata. Quando è arrivato il momento di partire  ci è quasi dispiaciuto andare via. Siamo usciti dalle dune e abbiamo preso le bici per tornare indietro e lì è partito il servizio fotografico che segue







e alla fine sono spuntati pure loro



Arrivati a Capalbio Scalo è ripartita la routine: portare fuori Al, dare da mangiare a Giada, ai Giadini e al gatto sotto il porterino, cambiare la lettiera, fare uscire Raimondo per la sua passeggiatina. (Il pensiero di ripetere tutto questo due volte al giorno per una settimana non non mi mette bene).
Fatto tutto si va al paesello per mangiare alla mitica Sagra del Cinghiale e poi abbiamo fatto una passeggiata ad Orbetello in occasione della notte bianca. 
Lì ho constatato che nella laguna il plateau batte lo stivale 10 a 0. Non so se questa è una buona notizia. Ho visto solo plateau; ad un certo punto mi sembrava lo indossassero pure bambini, anziani, cani, tavolini, sedie. Un'invasione. La cosa per certi aspetti straordinaria è che quando nel comune orbetellano ci sono questi eventi notturni si mettono tutti in tiro e lo fanno in modo molto colorato! (plateau inclusi chiaramente)
Viva l'eterogenità orbetellana ma soprattutto viva la Feniglia di Ansedonia. 



giovedì 1 settembre 2011

Estate 2011

Cosa ha rappresentato quest'estate per me?
Eccovi un breve (mica tanto) elenco...

L'estate in cui ho fatto poche vacanze.

L'estate in cui ho visto in azione l'Uomo Torcia. Ebbene si, proprio lui e se tutti i padri fossero così questo mondo potrebbe anche diventare il migliore dei mondi possibili.

Contrada dell'Oca
L'estate in cui è nato Gabriele!!!

L'estate della mia assenza senese nei giorni di Palio (però ho cenato per la prima volta in contrada grazie alla mia grande amica)

L'estate in cui ho messo sul podio J. Franzen, il più grande scrittore vivente. Lo spessore della sua scrittura e la densità dei contenuti sono stati continui spunti di riflessione.

L'estate della mia conversione a Darphin.

L'estate in cui i bagni più belli sono stati con Cosimo e con Riccardo (o almeno i tentativi di bagno di Riccardo)

L'estate della conferma delle vecchie solide amicizie, quelle che ci sono sempre, quelle a cui voglio bene incondizionatamente, quelle con cui parli di tutto, quelle con cui ti basta uno sguardo, quelle che sono la tua famiglia. Quelle amiche che vorrei vedere felici per sempre. Perchè la felicità loro è anche la mia. E non può essere altrimenti.

L'estate della mia personale dichiarazione di guerra contro l'integralismo.

Giada e i Giadini
L'estate in cui mi sono fidanzata ufficialmente con lo spaghetto allo scoglio di Serena del Carmen Bay.

L'estate di Giada e dei Giadini (Giadiniiiii!! Che fate?!)

L'estate in cui la Miss e la Maestra di cerimonie si sono palesate a Capalbio.

L'estate che Alfonso ha voluto dormire con me e quindi ho dovuto tenere la porta di camera aperta e quindi non ho mai dormito. (ma perchè a casa mia di solito si dorme?)


L'estate delle nuove belle conoscenze e dell'inizio (forse) di nuove amicizie.

L'estate in cui mi sono privata del cappuccino per fare posto allo yogurt (con pezzi di frutta e cereali).
 
L'estate in cui io e Ago abbiamo amato questa canzone:




L'estate in cui, dopo tanto tempo, ho avuto la percezione del dolore di una persona, quello stesso dolore che quando entra in contatto con il tuo apre nuovi interrogativi e ti fa riscoprire chi eri, chi sei e chi hai davanti. La sofferenza che, malgrado tutto, ti permette di avere la cifra dell'essere umano, che te lo fa stimare ancora di più e che ti rende partecipe sia della sua vita che della tua.
Ginger


L'estate in cui ho finalmente conosciuto Ginger!!!

Questa è stata anche l'estate della creazione del mio blog!!! (grazie a Lori e a Elena per l'aiuto e per aver mangiato quella panzanella che non sapeva veramente di niente)

L'estate dei coni d'ombra.

L'estate delle supercazzole a posterdati.

L'estate della scoperta del kitesurf.

L'estate della Guida di Claudio e di quella presentazione scandalosa (che ci racconteremo ancora nelle nostre chiacchierate al bar)

L'estate della conclusione del mio dottorato. La fine di questo periodo coincide con il trasferimento del mio Professore presso un'università in Svizzera.
Chi lo avrebbe mai detto che avrei subito proprio io il cliché dei cervelli in fuga?
Questo cambiamento ha reso i mesi estivi decisamente malinconici. Tuttavia visto che questo è il mio blog e visto che non ho potuto farlo come avrei voluto (né a voce, causa timidezza, né all'interno della tesi) procedo a scrivere tutti i motivi per cui sono infinitamente grata al mio Prof.:
- grazie per la severità e la pazienza;
- grazie per aver trovato l'argomento che tanto, tantissimo mi ha appassionata;        
- grazie per le mail sempre stringate, mai banali e ovviamente efficaci (anche se qualche volta ci rimanevo male);   
- grazie per i suggerimenti, le correzioni, i consigli, i rimpoveri (anche se tornavo a casa dispiaciuta);     
- grazie per avermi insegnato un metodo, quello filologico, quello dello studio delle fonti, quello che "cara mia ti leggi i testi in latino, tedesco, francese, inglese e stop";
- grazie per avermi raccontato aneddoti personali legati alla vita di studioso, li porterò sempre con me con grande divertimento;
- grazie per le interminabili discussioni intorno alla questione tabernaculum: Beda, Amalario, il Libro dell'Esodo, l'Arca dell'Alleanza, san Girolamo, il Tempio di Salomone, Oddone, Rabano Mauro, Durando, il Santo o Santissimo, la Dimora (non ho citato tutto ma spero basti per capire);
- grazie per avermi fatto conoscere e amare il Kunst, che è diventato il mio luogo sacro, il mio personale tabernacolo per immagine;
- grazie per aver placato le mie ansie e per aver accolto con benevolenza i miei entusiasmi;
- grazie infine per essere stato una presenza costante (forse anche non volendo) dei miei ultimi sette anni di studio.

INSOMMA CARO PROF. GRAZIE!

Bene. Spero di non aver dimenticato niente e nessuno.
Ora si sa che, quando si rientra dalle vacanze o dopo un periodo di relax, si è soliti compilare  (anche mentalmente) un elenco di buoni propositi. E io, nonostante mi sia riposata pochissimo, ho deciso di buttare giù un buon proposito (oltre quello di aggiungere l'olio di semi di lino nello yogurt, Marta docet e io obbedisco).
Dunque nella confusione emotiva di questi ultimi mesi ancora non ho deciso da che parte voglio stare ma di sicuro ho capito da che parte non voglio stare e quello che non voglio essere.
E mi piacerebbe mantenermi su questa linea.
Mi pare un proposito (come direbbe qualcuno) FANTASTICO.


domenica 14 agosto 2011

RITRATTO.DI.VACANZA

Capalbio. C'è un posto accogliente quanto Magazzino 3?
Se esculdo il bar di Paola e Stefano direi di no. Almeno per me. (e qui la citazione baustelliana ci stava tutta e per chi non la capisce che si ascolti La guerra è finita  e se non ha mai ascoltato questa canzone che se la senta per almeno 4/5 volte).
Ecco stasera c'è stata una molto personale mostra fotografica di ritratti di vacanza. Conoscenti, bambini, amici, cugini, gemelle hanno posato davanti all'obiettivo di Marcello. Sembrava di vedere scatti d'altri tempi, di un tempo che non c'è più...e poi sembrano tutti felici. Ognuno con una posa diversa, con un giocattolo. Tutti lì dietro un fondo grigio che risalta "i colori delle persone". Sono belle anche le foto del backstage in bianco e nero, mi sembra che rappresentino le persone come realmente le vedo io. Beati loro che c'erano a farsi fotografare.
Io ho potuto solo vivere l'emozione della visione stasera. Però ho fatto qualche foto, giusto per lasciare una TESTIMONIANZA (parola che in questi tempi va tanto di moda) del mio passaggio. 

Mi piace Magazzino 3, mi piacciono Monica e i suoi amici. 

Mi piace che Monica venda libri, vestiti, profumi, collane, borse, costumi (non brasiliani!), scarpe.


Mi piace vedere capalbiesi e non vestire Clotilde. (che soddisfazione!!)

Mi piacciono le battute sarcastiche (l'ultima batte sempre la precedente per la brillantezza) e le dritte su abbigliamento, mente, libri, film, pelle (Bianca Balti...Who knows?). 

Mi piacciono le discussioni aperte, quelle che mi porto anche a casa perchè mi fanno rimuginare. 
 
Mi piace provarmi vestiti e mi piace ascoltare racconti.

Mi piace pensare che nella mia casa senese ho una scatola bianca che tengo come fosse una sorta di trofeo.

Mi piace comprare regali da Magazzino 3 per le mie amiche perchè mi sembra di portare loro una testimonianza (e siamo a due) dello spirito con cui vivo a Capalbio.

Mi piacciono i dibattiti su quello che a Capalbio non va e mi piace pensare che ci sono persone che amano questo posto tanto quanto me. Perchè Capalbio è anche questo. Passione. Ci lamentiamo, discutiamo però siamo sempre qui.


E poi mi piace che nel negozio ascolto i Baustelle e che chiamo Claus che è fuori per dirgli: "Vieni dentro, senti che canzone c'è" e sulle note di "Le vacanze dell'ottantatré" si vedono facce che cantano ma soprattutto ricordano. 

E mi piace che posso ascoltare anche la mia ultima canzone preferita (ce ne sono così tante), quella che ho più canticchiato durante l'inverno, quella che ascolto sempre in macchina con Ago: Gli spietati.

Insomma per me questo negozio rappresenta tutto questo e molto di più e sono felice di aver trovato un altro luogo chiamato CASA. Casa in senso sia intrinseco che estrinseco.





Eccole qui le due modelle: Paris e Lilly. (ogni richiamo a fatti e persone non è assolutamente casuale)

lunedì 1 agosto 2011

Libro di Veltroni

Capalbio. Bar preferito, colazione con la donna più creativa di tutta la Toscana. Pit stop all’edicola dove sono tentata di prendere un libretto per i test di intelligenza ma rinuncio (perché?). Approdo, sempre con la donna più creativa di tutta la Toscana, nel negozio di sua proprietà dove mi provo un vestito S-T-U-P-E-N-D-O.
Poi vedo delle foto di un backstage (e lì grande rosicata per essermi persa l’evento di sabato scorso). Nel frattempo in negozio si aggiunge altra gente, arrivano caffe shakerati e sento parlare di tanti argomenti. Mentre ascolto penso che più che un negozio quello di Monica è un crocevia di bella gente, pensieri e vestiti insomma capisco di essere capitata proprio in un bel posto. 
Il week-end prosegue con i soliti pomeriggi all’Ultima Spiaggia dove però sono orfana della mia preferita (antani). Stasera però ho partecipato ad un evento: la presentazione del libro di Veltroni. Arrivo al paesello e immediatamente mi rendo conto che sono circondata tutta la rappresentanza del turismo radical-vip capalbiese. Non manca proprio nessuno. (cito alcuni: Fabiani, Petruccioli, Manfellotto, il figlio di Napolitano e Ciabatta che, evento degli eventi, ha tutta la camicia abbottonata). Mi siedo in disparte (così è per l’uomo della strada che avrebbe molto da dire ma vive un passo indietro rispetto ad altri) e vedo Walter: abbronzato, pantalonacci cerulei e camicia senza cravatta. (anche lui si è intonato all’ambiente radical). Poi, ad un certo punto, guardo accanto a lui e vedo una donna che mi sembra di riconoscere. Cazzo. E’ Barbara D’Urso! (mammina queste donne della televisione come sono magre dal vivo). Baci e abbracci con Walter come se fossero amici da una vita. La donna della tv generalista e un uomo di sinistra…e qui ho la conferma che la televisione, come la politica, è tutta una finzione. Che peccato. 
Parte la presentazione e mentre sento Veltroni che parla di scrittura, dell’amore per la lettura, dell’importanza dell’ascolto penso a Franzen e penso che lui si che è un grande, lui che queste cose le ha scritte in modo sublime e senza la retorica che ti propinano questi intellettuali italiani. Alla fine degli interventi corro a comprare il libro e mi avvicino per farmelo firmare. Walter mi scrive la solita dedica anonima “a Marianna con affetto” (potevi fare di meglio caro amico mio) e poi aspetto vari convenevoli e foto perché devo tornare a casa con l’assessore. Mentre stiamo andando via ho Veltroni davanti che si gira, mi guarda e poi si rigira. Dopo pochi secondi si rigira, mi riguarda e mi dice: “ma vuoi che ti firmi il libro?” Io lo guardo, scoppio a ridere e gli dico: “NO!” Ma cooome! Te con tutta quella smenata dell’importanza dell’ascolto, mi fai una dedica anonima e ti scordi pure di avermela fatta cinque minuti fa? Va beh malgrado tutti e tutto Veltroni mi è piaciuto.

mercoledì 27 luglio 2011

Rosicata

Siena. Ieri sera sento mamma al telefono che mi fa: "Mariii sono andata a prendermi il gelato...pensavi mi fossi scordata di te?" "No.." "Lo sai dove sto andando?" "No.." "Al campetto, c'è il torneo di calcetto!" "Mmmm" (prima grande rosicata perchè io amo i tornei di calcetto capalbiesi). "Si, il tu' babbo è già su" qui poi parliamo di altre cose ma io tergiverso perchè la parola calcetto mi mette in confusione. Riattacco. 
Dopo 5 minuti richiamo con una scusa ma poi chiedo: "Ma senti chi gioca stasera?" "Boh.." Preciso, per dovere di cronaca, che la telefonata ha un sottofondo di urla e schiamazzi, mi sembra anche di percepire il rumore del pallone (e questa è una seconda grande rosicata) "Ma come boh?! Chiedi a babbo scusa!!" "Marià non lo so chi gioca..forse la Torbiera" "Ma babbo con chi parla? Sento che parla, con chi parla?" "boh" (e sento la sua voce che farfuglia di porte, piedi, pallone) "Ma come boh!" Qui mamma scoppia in una risata e mi fa: "Vorresti essere qui, eh!!" "Eh si, che palle". Mamma che si rende conto che sto rosicando per non essere lì è la terza grande rosicata. Mi sono consolata pensando che ho trovato finalmente il libro che da una settimana cercavo quasi compulsivamente. Quasi un dono ieri dopo una mattinata decisamente difficile. E qui mi sento di ringraziare la truppa della libreria Feltrinelli per avermi risollevato l'umore. Il titolo del libro? "Come stare soli". E come direbbe qualcuno: 'UN SI VOLE NOIE.

lunedì 18 luglio 2011

Edicola

Capalbio. Dialogo tra mamma e figlia all'edicola: "Mamma devo prendere il libro da leggere..." "La luna e il falò, cercalo. Chi è l'autore?" "Ah si, la luna e il falò...l'autore non me lo ricordo". E lei decisamente stizzita: "Tesoro mio, se non ti ricordi l'autore come si fa a comprare il libro?" Io rimango impassibile, cerco di concentrarmi intensamente sulla copertina di Diva e Donna per non correggere l'amabile signora e/o suggerire l'autore. Insomma il libro non lo comprano (anche se chiedono a Ilaria se per caso ha "La luna e il falò"), io non suggerisco niente ma mi chiedo: "Ma coooome? (e qui imito qualcuno) Te donna intellettualoide con figlia a carico che esci dall'edicola con una paccata di giornali (Corriere, Repubblica, Espresso, Panorama) dici La luna e il falò? E t'incazzi pure se tua figlia non si ricorda l'autore? Le risposte sono due: o i giornali proprio non li leggi (sport nazionale a Capalbio per il turista intellettualoide) oppure leggi solo la Rodotà (che è peggio). Mentre sono per strada (e qui non incontro Romolo e nessuno ha fatto funghi) penso a tutte le possibili variazioni sul titolo: La luna piena e il falò, La luna e il falò sulla spiaggia, La luna e il falò la notte di S. Lorenzo, La luna e il falò a Macchiatonda (questo è quello più accattivante e personale ma si sa, io nel campalinismo capalbiese ci sguazzo).
 

venerdì 15 luglio 2011

Un pochi

Capalbio, ore 5e30 (di mattina). Mi alzo per intercettare babbo (che sta per uscire di casa) per chiedere delucidazioni sulla questione gatto e poi torno a letto. ore 6e32, mi chiama mamma:"Marià sei sveglia? Posso entrare per farti vedere come mi stà il costume?" Va bene, entra e finisce che gli faccio vedere anche il mio costume, i sandaletti e il vestito con farfalle (quest'ultimo poco apprezzato, te pareva). Dopo ciò mi rimetto a letto ma improvvisamente mi ricordo che devo dirle di non toccare ASSOLUTAMENTE la bottiglietta di smeraldina nel frigo contenente la mia preziosa aloe e lei mi risponde: "ma a me e al tu' babbo c'hai preso pe' du' scemi? Ma chi ti tocca niente." (fosse vero) Va beh dopo questa cartata torno a letto.Ore 8e30. Esco di corsissima (dopo i vari saluti ai gatti dentro e fuori casa). Pasta al bar, prendo il giornale più libro già pagato da mamma (che vizi) e poi mi dirigo verso la bici e lì incontro Romolo che mi fa: "Ho incontrato il tu' babbo stamani che mi ha detto: vatti a prende un po' di funghi tanto c'è la mi' figlia a casa...ma te non c'eri" "Funghi?" "Si funghi che non li hai visti????" "No.." "Va be' dai me li porti dopo" "No Romolo non te li porto dopo perchè sto andando a lavoro e fino all'una non torno a casa." "Ah..." Lì io rilancio perchè intuisco qualcosa: "Ma che te li volevi mangiare a pranzo?" Lui con la testa fa no ma si capisce che la risposta è si. "Va bene, te li vado a prendere." Parto con la bici ma poi mi viene un dubbio: "Romolo ma quanti funghi ti prendo?" "Boh, il tu' babbo ha detto un po', fai te". Ora vai a capire che vuol dire un po' in questi casi. Comunque dopo la distribuzione dei funghi vado a lavoro e telefono al veterinario: "Dottoreeee buongiono! Senta Milli mi sa che non sta bene (e qui gli snocciolo tutti i sintomi e le eventuali possibili malattie che ho ricercato su internet)". Lui, come sempre serafico e parco di spiegazioni mi dice: "Eeeeeeeeh te ora vai a capire che c'ha, portamela stasera". Via anche questa è fatta. Dopo un po' vedo passare dalla finestra babbo che taglia il pratino come in trance, mi affaccio e gli urlo tipo 5 o 6 volte "BAAAAAAAAA!" ma niente. Alla fine si desta e mi guarda: "Ohhhh ma è un'ora che ti chiamo! Guarda che ho incontrato Romolo e mi ha detto dei funghi" "E te glieli hai dati?" "Si, ma quanti glieli dovevo dà?" "un pochi". e li mi arrendo, ma quanti so' un pochi? boh. 
Anche questa è casa mia. (Mentre sono qui che scrivo ecco il mio Raimond a farmi compagnia e penso che è veramente il gatto più bello del mondo)